Nicola e Ilaria
Gio 14 Gen 2016
Una moglie gospel di Nicola

"Amore, ho deciso! Mi iscrivo ad un coro Gospel!"

Tutto ha avuto inizio così.
Non ricordo dove eravamo né quando è successo, ma ricordo che è iniziato tutto con una grande semplicità.

Facciamo chiarezza. Con il cambio di città anche la nostra vita è decisamente cambiata. Con il cambio di continente, poi, è come se avessimo annullato tutte le nostre vecchie abitudini e avessimo ricominciato da capo, facendo tabula rasa.
Tra i vari cambi che sono avvenuti nella vita di tutti i giorni, quello che più di tutti si è fatto sentire è stata sicuramente la mancanza di una rete sociale pronta all'uso come quella che avevamo in Italia. Non conoscendo nessuno e non avendo amici, stiamo cercando, con non poca fatica, di costruire nuovi rapporti con nuove persone. Per trovare qualcuno, però, bisogna cercarlo. Ed è stato proprio questo il motivo che ha spinto Ilaria ad iscriversi ad un coro Gospel.

Non nego che all'inizio ero un po' scettico. Il fatto di non aver mai fatto parte di un coro prima d'ora (ad eccezione di quello di S. Giulia) e di non aver mai cantato se non durante i viaggi in macchina, sempre prontamente interrotta dal sottoscritto poco propenso a farsi ammorbare, mi aveva fatto pensare che forse non era una buona idea. Ma la perseveranza e la convinzione di mia moglie, per fortuna, non l'hanno distolta dall'obiettivo e così è iniziata la ricerca matta e disperatissima di un coro disposto ad accettare tra le sue fila una principiante.

Dopo aver eliminato dalla lista i cori che cercavano cantanti professionisti o che almeno sapessero leggere la musica, quelli troppo lontani da raggiungere con i mezzi o quelli che si incontravano in orari a lei non congeniali, la scelta è caduta sul Melbourne Mass Gospel Choir.

Presi i primi contatti, veniamo invitati da Phil, il direttore del coro, ad assistere ad una loro prova per capire se il coro è ciò che fa per Ila e per fare eventualmente una piccola audizione. Ci ritroviamo così un martedì sera di ottobre in una chiesa di una poco definita confessione religiosa ad ascoltare quello che è sicuramente il coro più variegato che io abbia mai visto. La vecchietta decrepita che deve sedersi tra una canzone e l'altra altrimenti non ce la fa (ma che non vuole avvicinare una sedia al suo posto), la signora vestita in modo assolutamente stravagante (eufemismo per non dire orribile), Dario Vergassola in incognito, la ragazza con i capelli che arrivano quasi a terra e il signore più legnoso del mondo, sono solo alcuni degli uomini e delle donne di tutte le razze ed età che rendono questo coro pieno di energia e molto piacevole da vedere e sentire.

Assistiamo alle prove per un paio d'ore durante le quali il nostro entusiasmo, ma soprattutto quello di Ila, cresce in maniera esponenziale. Alla fine Phil si avvicina a noi e iniziamo una breve conversazione per conoscerci un po'. È proprio durante questa conversazione che avviene la rivelazione del millennio!! Scopriamo che la pronuncia della parola “choir” non è "cioir" come pensavamo, né "coir" come avevamo pensato in qualche attimo di indecisione, bensì "quaiar"! Allucinante oh! Non trovate? Io non me ne capacito ancora.

Vabbè, per farla breve, Phil chiede a Ila di seguirlo prima in un breve canto per poi provare una canzone da sola. Alla fine di questa breve audizione, mia moglie è nel coro, non si sa bene ancora se come Alto o come Soprano, ma è nel coro a tutti gli effetti e questo è l'importante!!.

Inizia così questa nuova avventura, ogni martedì sera a Carlton nella "Church of All Nations" dalle 19:30 alle 21:30, ma è solo dopo qualche settimana, che mi rendo conto di quanto questa nuova situazione sarà divertente anche per me. E' vero che le prove non sono a casa nostra, ma è anche vero che, come ogni buona cantante che si rispetti, anche mia moglie deve esercitarsi e provare a casa.
Qui sotto trovate un piccolo assaggio di come la mia vita è cambiata a seguito di questa nuova attività di Ila: una piccola dimostrazione degli esercizi che ogni cantante gospel deve fare (almeno credo, anche se non sono così sicuro che vengano fatti così) e una delle tante prove casalinghe alle quali ho avuto, per mia (s)fortuna, modo di assistere.



Vi starete chiedendo qual è lo scopo di tutto questo, vero? Puro divertimento? Semplicemente passare del tempo fuori casa e con altre persone? Una distrazione come un'altra? Assolutamente no! Come in ogni scuola d'arte che si rispetti, anche qui si lavora per uno scopo e in questo caso lo scopo è esibirsi con tutto il coro.

Il tempo vola e ci ritroviamo così alla prima esibizione alla quale la mia nuova moglie gospel dovrà partecipare. Il Melbourne Mass Gospel Choir (ovvero il Coro Gospel della Messa di Melbourne) si esibisce al “Summer of Soul Festival” di Mossvale Park, un simpatico parco nazionale infestato da mosche a due ore di macchina da Melbourne. Dress code: total black with a splash of red, che tradotto sarebbe tutti di nero con un tocco di rosso.

Facile, direte voi. Chi non sa come vestirsi totalmente di nero? Dovrebbe essere semplice, no? No! O almeno non per mia moglie. Passiamo circa un’ora (o forse più?), il giorno prima del concerto, a provare tutte le combinazioni possibili di pantaloni, gonne, vestiti e magliette nere presenti nell’armadio. Riusciamo finalmente a trovare quella vincente (affrontando difficoltà pari solo a quelle che servono per fare 6 al Superenalotto), quando ci rendiamo conto che non abbiamo ancora deciso quale sarà lo “splash of red”. È solo a quel punto che diamo spazio alla più sfrenata delle fantasie per poi ridurci ad un bracciale di corallo rosso prestato da una collega e una collana stile ghirlanda da albero di Natale. Meglio che niente, l’importante è che siamo pronti per la prima esibizione!

L'appuntamento è per il 9 Gennaio alle 14:00 al Mossvale Park. I cantanti decidono di vedersi alle 12:00 e noi per non fare tardi, alle 11:30 siamo già lì! I cancelli di ingresso sono ancora chiusi e il parco deserto. Ci sono solo gli addetti ai lavori e....circa tre milioni di fastidiosissime mosche. Vaghiamo un po' per il parco, non riusciamo a fare amicizia con tutte le mosche, ma veniamo a contatto con almeno la metà di esse. Sono fastidiosissime e non lasciano presagire nulla di buono.

Decido quello che mi sembra il punto migliore per fare le riprese che tutti, dall'Italia, mi hanno chiesto. Mi accampo all'ombra di un bell'albero (che, come direbbe qualcuno di mia conoscenza, qui c'è il buco dell'ozono e bisogna stare attenti!) e inizia l'attesa. Nel frattempo mia moglie raggiunge gli altri componenti del coro che alla spicciolata stanno arrivando. Sono solo, sotto al sole, tra le mosche. La mia pazienza è messa a dura prova da milioni di insetti che si fanno beffe del mio spray repellente e si posano dappertutto.

Per fortuna, non so come, arriva l'ora X. Scattano le due e il Melbourne Mass Gospel Choir fa il suo ingresso sul piccolo palco di Mossvale Park di fronte ad una gremita folla di australiani intenti a fare picnic (oh, ce ne fosse stato uno che non aveva una sedia e una borsa frigo con sé!). Nel frattempo ho perso il mio posto, mi sono distratto e sono stato accerchiato da famiglie cariche di cose da mangiare e da bere. Faccio amicizia con i miei vicini, accetto una tortina rustica (evidentemente devono essersi mossi a compassione per avermi fatto fuori), lascio le mie borse lì e mi trovo un altro posticino per riprendere Ila, per l’occasione simpaticamente soprannominata dal sottoscritto "La Regina del Gospel", nella sua prima performance live.

Il coro canta per 45 minuti di pura musica gospel durante i quali tutta la folla partecipa attivamente, chi battendo le mani, chi canticchiando come me che, da bravo marito e sfegatatissimo fan, ormai conosco tutte le canzoni a memoria, chi scatenandosi nel ballo! Il repertorio spazia da canzoni della tradizione gospel a canzoni prese in prestito e riadattate da autori del calibro di Bob Dylan. Il carisma di Phil è contagioso e l'allegria che si legge sulle facce dei cantanti (tranne quella della vecchietta decrepita che, poverina, non può cambiare espressione) rende l'atmosfera davvero rilassante e piacevole (se si fa eccezione per le mosche).

Come avrete capito, sto arrancando un po' per descrivere il momento dell'esibizione, quindi preferisco lasciarvi alla visione e all’ascolto di alcune delle canzoni alle quali ho potuto assistere dal vivo. Spero che i video qui sotto riescano a trasmettervi l'allegria e la gioia che ho percepito io stando ai piedi del palco.

Purtroppo l'audio non rende giustizia all'esibizione e la mia posizione alla fine si è rivelata non essere delle migliori, ma è quanto di meglio sono riuscito a fare.

Una cosa è certa: io mi sono divertito, la gente si è divertita, ma mia moglie è forte, la più forte di tutti! Non sto scherzando, giudicate voi!


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